Vacanza in Salento, le meraviglie di Otranto

Il Salento oggi rappresenta una delle mete per importanti del turismo pugliese. È l'ultima moda delle vacanze d'estate.

Conoscere le bellezze e i sapori del Salento è un'avventura da gustare senza fretta. Percorrere le vie delle sue città è come passeggiare all'indietro nel tempo, tuffarsi nelle sue acque da sogno farà dimenticare ogni meta esotica. E a condire di energia giornate tanto intense ci sono le specialità locali a base di pesce, che arrivano sulle tavole delle masserie ricche di storia e di gusto del Salento.

La città di Otranto contesa e fortificata, offre scorci suggestivi fuori dall'ordinario. Il Mare di Otranto è ideale per gli amanti delle immersioni, non può mancare una gita a Capo d'Otranto promontorio che si staglia tra cielo e mare, solitario e roccioso.

Passeggiando tra i labirinti delle sue viuzze, lasciandosi sorprendere dalle rampe a strapiombo sul mare, si respira un netto profumo d'Oriente. Ma non è "solo" poesia la storia di questo avamposto d'Occidente. Sono ancora conservati nella Cappella dei Martiri della Cattedrale di Otranto i resti degli abitanti che rifiutarono di convertirsi all'islamismo, come imposto dai Saraceni: nel 1480 i soldati turchi presero d'assedio per 15 giorni la città, uccidendo e rendendo schiavi tutti i suoi abitanti. Mentre si ammirano le sue mura e l'imponente mole del Castello Aragonese, che si erge su un mare cristallino, non meraviglia il fatto che a contendersi la città siano stati nei secoli anche Romani, Veneziani e Levantini. Le spiagge attorno a Otranto sono tutte facilmente raggiungibili in poco tempo in auto o meglio ancora in barca.

E per rifocillarsi si può approfittare dell'ottima cucina di mare e di terra in un classico della regione: una masseria tipica pugliese. Sorte intorno all'anno 1000 con l'occupazione normanna, le masserie (dal latino "massa", insieme di costruzioni rustiche) sono nate lungo le strade che i pastori percorrevano nel periodo della transumanza, dagli Appennini alla Puglia. Dapprima si trattava di una sorta di azienda agricola in cui si lavorava l'ulivo, la vite e il mandorlo. Non c'era possibilità di soggiornarvi, tranne che per il massaro e la sua famiglia. Poi dal Settecento divennero le case di campagna della nuova borghesia, che le impreziosì con statue e balaustre, elementi del Barocco di campagna. Ma solo negli ultimi anni sono diventate residenze per ospiti paganti o ristoranti dagli antichi sapori. Un consiglio? La Tenuta Torre Pinta a Otranto, un'antica torre di avvistamento di epoca tardomedievale adibita ad albergo e ristorante con un'ottima cucina regionale.

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