Vacanze alternative alle Isole Tremiti

Un'idea per delle vacanze alternative in Puglia? La risposta è nelle Isole Tremiti. Il mare incontaminato e l'acqua limpidissima di queste isole sembra spingere tutti i turisti a fermarsi e non andar più via.

Le Tremiti sono quattro isole e una manciata di isolotti calcarei, plasmati dal vento e dalle onde, dalle identità ben distinte: San Domino, la più grande e turistica, è priva di acque sorgive ma ammantata di pini d’Aleppo, San Nicola, il capoluogo amministrativo, storico e religioso, è raccolta attorno all’abbazia-fortezza e alla rinascimentale chiesa di Santa Maria a Mare (da vedere il bel polittico ligneo e il crocifisso su tavola), Capraia, il cui nome si rifà alle tante piante di cappero o alla presenza di capre selvatiche, e la solitaria e disabitata Pianosa a 40 km dalle consorelle.

Il nome Tremetum (o Trimetum), compare per la prima volta negli annali di Tacito. Scrive il sommo poeta che al tempo di Tiberio muore Giulia, la quale venti anni prima era stata relegata dal nonno Ottaviano Augusto per la sua vita adultera “in insulam Tremetum”. La Giulia di cui parla Tacito era nata dalle seconde nozze della figlia di Augusto, anche lei di nome Giulia, col generale Agrippa. Come la madre, la sua condotta non fu esemplare e perciò l’imperatore fu costretto a relegare la figlia e la nipote rispettivamente a Pandataria e a Tremiti. I resti mortali di Iulia minor si trovano nel sepolcro antico del pianoro di S. Nicola.

Probabilmente il nome indicato da Tacito, Tremetum, o Trimetum, si riferisce al numerale latino Tres (neutro Tria), le cui varianti si ripetono nelle varie denominazioni. L’arcipelago delle Isole Tremiti ha quindi preso nome dalle tre isole maggiori che lo compongono.

L’abbazia di Santa Maria sorge su una delle isole, chiamate in antico Diomedée per la leggenda che racconta che qui si rifugiò il mitico eroe Diomede di ritorno da Troia. Si tratta di tre isole con caratteristiche geomorfologiche e antropiche diverse. Quella di San Nicola, dove sorge l’antica abbazia, si presenta quasi inaccessibile per le alte e ripide pareti rocciose, caratteristica questa che costituì nell’antichità una sorta di garanzia per le prime comunità che la popolarono. Una primitiva cella benedettina, dipendente da Montecassino, si insediò nell’alto Medioevo forse nell’isola di San Domino.

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