Ponte di Giugno in Puglia (Dormire e Viaggiare)

In Giugno la Puglia si veste di colori, sapori e sagre,
tra tutte le sagre e feste della Ciliegia a
CONVERSANO e TURI.
Zone di Produzione delle Ciliege
I numeri premiano la Campania e la Puglia, da dove giunge la maggioranza delle ciliege vendute sul mercato. Ma, per fascino e e fama, la capitale italiana di questi frutti è Vignola, nella collina modenese, il cui marchio è celebre in tutto il mondo. In Piemonte si registra una buona produzione a Pecetto Torinese, mentre la capitale delle ciliege da boeri, Garbagna, è in fase discendente. Vero paradiso per "ciliegiomani" è il Veneto: tra il Vicentino e il Trevigiano, Marostica e Asolo sono mete sicure, però i numeri e la qualità premiano soprattutto il Veronese, in particolare Soave e Monteforte e la Valpolicella. Anche in Friuli le ciliege trovano l'ambiente ideale, soprattutto tra le vigne. In Trentino, invece, la zona più tipica è Pergine Valsugana, particolarmente in località Susà. Nel Lazio, oltre alla Sabina, è da citare Maenza. Concludiamo con le pendici dell'Etna, dove si possono cogliere ciliege succose anche in montagna, fino a 1800 metri
Una cassaforte con un patrimonio di cultura, tradizioni, folklore, sapori e umori, ogni anno, da tempo immemorabile, si apre per offrire alcune ore di spensieratezza. Parliamo delle sagre, che in Puglia sono almeno un centinaio, dedicate ai frutti della campagna, dei boschi, degli orti, delle pietraie e agli ospiti di stalle, ovili e cortili e fondali marini: carciofi, spighe, olive, cicorie, corielle, pettole, ricotta, panzerotti, lumache, conigli, peperoni, "pampasciune" (muscari o lamponi), polpi, agrumi, "a sarsa" (alici fritte e condite con aceto, zafferano e pangrattato), uva, vino, pane, focaccia, triglie, maiale bollito, "pezzetti", ovvero carne di cavallo in pignatta, olio, friselle, "zampina", angurie, cipolle, pasta casereccia, peperoncino, legumi, castagne, funghi, melegrane ed ogni altro ben di Dio…
(tratto dal libro Sagre di Puglia di Vittorio Stagnani)



La Puglia, il “tacco d’Italia”, comprende attualmente le province di Bari (capoluogo), Foggia, Brindisi, Taranto e Lecce. Furono le poplazioni provenienti dall’illirico (la regione balcanica corrispondente alle attuali Croazia-Serbia-Montenegro-Bosnia) a stanziarsi originariamente nella lunga regione meridionale, che a partire dall'VIII secolo a. C., a seguito delle migrazioni delle popolazioni elleniche, divenne parte della Magna Grecia. La penetrazione romana portò la Puglia ad acquisire, dal II secolo a.C. in poi, una notevole prosperità economica. Come però la maggioranza delle altre regioni d’Italia, la decadenza progressiva dell’Impero Romano d’Occidente mutò questo stato di cose: la calata delle popolazioni barbariche e le incursioni saracene, alternate alla dominazione bizantina, frammentarono l’unità politica ed economica puglese.
Un nuovo periodo di prosperità si ebbe tra l’XI e il XIII secolo, durante la dominazione normanna, mentre le successive egemonie degli Angioini e Aragonesi segnarono un ritorno alla decadenza.

Per la sua posizione e conformazione geografica, la Puglia subì a più riprese le scorrerie dei Turchi; tra il XVI e XVII secolo fu pesantemente dominata dalla Spagna; eccettuando la breve parentesi napoleonica, la regione rimase sotto l’egemonia borbonica fino ai moti risorgimentali.

Nel 1821 prima e nel 1848 poi, la Puglia (come gran parte dell’Italia meridionale) fu attraversata dai fermenti rivoluzionari che avevano caratterizzato la cosiddetta “primavera dei popoli”; l’effettiva liberazione dal dominio borbonico avvenne in seguito ai fatti del 1860 quando, dopo essere sbarcato in Sicilia alla testa della Spedizione dei Mille, Garibaldi sconfisse i Borboni in Sicilia e nel continente. Fu così che la Puglia, come il resto del Regno delle due Sicilie, fu annessa al Regno d’Italia.

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