La Puglia e le Vacanze (grazie al mare alle spiagge e non solo)!

Vacanze in Puglia, Sembra l'anno giusto per i gestori delle strutture turistiche puglisi, infatti la Puglia col le sue meravigliose coste e l'immensità del patrimonio enogastronomico e culturale è la regione che per antonomasia offre di più ai turisti


Un'ottima occasione per visitare la Puglia è il periodo di Carnevale che ormai si svolge durante tutto il mese di Febbraio.

Storia del Carnevale

Il Carnevale è tradizionalmente il periodo che precede la quaresima ed è festeggiato con feste mascherate, sfilate di carri allegorici, danze.
Si conclude il giorno di martedì grasso, che precede il mercoledì delle ceneri, primo giorno di quaresima.

Il nome deriva probabilmente dal latino medievale carne levare, cioè "togliere la carne" dalla dieta quotidiana, in osservanza del divieto nella religione cattolica di mangiare la carne durante i quaranta giorni di quaresima.

L'inizio del Carnevale varia da paese a paese, ma generalmente viene festeggiato nelle due settimane che precedono le ceneri.
I festeggiamenti nel periodo del Carnevale hanno un'origine molto lontana, probabilmente nelle feste religiose pagane, in cui si faceva uso delle maschere per allontanare gli spiriti maligni.
Con il cristianesimo questi riti persero il carattere magico e rituale e rimasero semplicemente come forme di divertimento popolare.
Durante il Medioevo e il Rinascimento i festeggiamenti in occasione del Carnevale furono introdotti anche nelle corti europee ed assunsero forme più raffinate, legate anche al teatro, alla danza e alla musica.
Ancora oggi il Carnevale rappresenta un'occasione di divertimento e si esprime attraverso il travestimento, le sfilate mascherate, le feste.

ALCUNI CARNEVALI PUGLIESI DA SEGNALARE:

Il Carnevale di Putignano

è una delle più antiche manifestazioni del Mondo e rappresenta per i Putignanesi un importante momento socio-culturale. Il Carnevale di Putignano può vantare ben due primati: è uno dei più antichi e sicuramente il più lungo del Mondo: alcuni studiosi infatti lo fanno risalire al 26 Dicembre del 1394, durante la solenne traslazione delle reliquie di Santo Stefano Protomartire da Monopoli a Putignano dove tuttora sono custodite nella chiesa di S. Maria la Greca. Il più lungo Carnevale, in quanto finisce il martedì grasso come tutti gli altri carnevali, ma comincia addirittura il 26 dicembre con la pluricentenaria tradizione della Propaggine. La leggenda racconta che alcuni contadini putignanesi mentre piantavano le viti si unirono al corteo sacro con balli, canti e versi a rima baciata. Nel corso dei secoli, la festa del 26 dicembre ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare altri prettamente satirici e critici verso i personaggi più noti della città.

La maschera rappresentativa del Carnevale di Putignano è Farinella, che risale al 1953 ad opera del grafico Domenico Castellano e ricorda quello di un jolly, con l'abito a toppe multicolori e con sonagli applicati sulle tre punte del cappello, sulle scarpe ed alla collarina. Originariamente l’ abito era bianco e verde, i colori della città, ed il personaggio era rappresentato nell'atto di mettere pace tra un cane ed un gatto che simboleggiavano i cittadini di Putignano.
Il nome deriva dalla “farinella” un antico cibo della civiltà contadina, uno sfarinato di ceci ed orzo abbrustoliti particolarmente gustoso, che si usa mescolare a sughi ed intingoli, o accompagnato ai fichi appena raccolti oppure come farina per alcuni particolari tipi di dolce.

I Corsi Mascherati rappresentano sicuramente l'attrattiva principale, grazie a maestosi carri allegorici, alle originali maschere di carattere (carri in miniatura con tema satirico) e ai coloratissimi gruppi mascherati.
I primordiali "carri allegorici" di fine Ottocento erano realizzati su piccoli carretti o su carri agricoli con paglia e vecchi indumenti, fu dal 1903 che si iniziarono ad usare altri materiali come il cartone ed il legno. Dal 1935 invece, grazie alla ingegnosita’ dei F.lli Pugliese si inizio’ ad usare regolarmente la cartapesta su forme in filo di ferro.

Carnevale di Massafra
da cinquant'anni il carnevale dello Jonio con grandiosi carri allegorici e gruppi mascherati. E' collegato con la lotteria nazionale del carnevale.

A metà tra la fine del secolo scorso e l'inizio di questo, nel pomeriggio dell'ultima domenica di Carnevale, si assisteva alla processione dei felpaioli che, incamiciati e col capo incappucciato in una federa di guanciale stretta al collo, trasportavano su di una base Sant'Accione. Il santo, inghirlandato delle salsicce che i beccai donavano al passaggio del corteo, era impersonato da un certo Giovanni Franchino, detto Piciunno, che entrava talmente bene nella parte, con la sua marmorea immobilità, che riusciva difficile capire se quella fosse una statua o un essere umano. Durante il martedì grasso si combatteva la battaglia dei coriandoli tra signori, in carrozza o calesse, e borghesi a piedi; i signori erano armati di cannellini e fagioli che puntualmente lanciavano contro gli attacchi dei borghesi; questi ultimi, invece, si munivano di armi ben più pesanti: aranci, limoni, mazzi d'insalata e quant'altro era esposto sulle panche degli erbivendoli. Ben si può immaginare quanti feriti e contusi provocavano queste temerarie zuffe! Nella stessa giornata usciva il corteo dei carrettieri che portava in processione il pupazzo del Carnevale ormai in fin di vita seguito da un drappello di persone travestite da dottori e infermieri con in mano clisteri e siringhe. Il corteo si apriva con un gruppo caratteristico munito di vasetti da notte di creta, colmi di maccheroni, brasciole e polpette di cavallo che erano mangiati con le mani e offerti anche al pubblico.
Ricordiamo qualcuno dei gruppi mascherati che nei decenni passati riscontrarono maggior successo: cinquant'anni fa un gruppo costituito da quaranta persone travestite da suore, poi fu la volta di un gruppo di "messicani", poi di "africani", poi "i tecnici dell'acquedotto", i "pierrò", "le maschere di tutti i tempi", quindi "l'esercito di Franceschiello". Quest'ultimo fu presentato subito dopo la prima guerra mondiale da tale Carianno, che radunò una sessantina di maschere, in divisa di soldati con fucili e sciabole di legno, facendoli sfilare prima per le vie del paese e dopo averle schierate in piazza, facendo loro eseguire evoluzioni ed esercizi, come se fossero in campo di Marte. Una delle maschere più comuni ma sicuramente più divertenti era indossata da un certo Michele Bardaro, detto "lu lampiuniste", esperto di "malombre": agitando le braccia sotto un lenzuolo, spuntava inaspettatamente dalle stradine del paese terrorizzando gli ignari passanti. Insomma, il Carnevale di Massafra, presenta tutti gli ingredienti giusti, brio, vivacità e originalità per una tradizione ricca di passione e calda come la terra che l'accoglie.

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