Viaggiare in Puglia

Viaggiare in Puglia, anche grazie al mare pugliese, significa immergersi in una terra selvaggia ma molto ospitale per un viaggio indimenticabile. Posta all'estremità sud-orientale dell'Italia, la Puglia si estende per 350 Km dal Torrente Saccione e dal Fiume Fortore al Capo di Santa Maria di Leuca.

A parte la grande sporgenza del Gargano, essa si allunga come una striscia di omogenea lunghezza bagnata dal Mar Adriatico e dal Mar Ionio. Fra quest'ultimo, che forma il Golfo di Taranro, e l'Adriatico, la regione protende il lungo "tallone" della Penisola Salentina. Confina con il Molise, la Campania e la Basilicata.

Il suo nome deriva da Apulia, dato dagli antichi Romani al territorio abitato dai Dauni e dai Paucezi, territorio che corrisponde alle attuali provincie di Foggia e Bari. La Penisola del Salento (Provincia di Taranto, Brindisi e Lecce) abitata dai Messapi, era invece chiamata Messapia o Calabria, nome che in seguito passo alla Calabria di oggi.

Dal tempo degli Angioini, in poi, la regione ebbe il nome di Capitanata, a nord; di Terra di Bari al centro, e di Terra di Otranto a sud. Questi nomi rimasero finché, create le nuove provincie di Taranto e di Brindisi, l'intera regione prese definitivamente il nome di Puglia.

Fisicamente la Puglia si divide in quattro parti ben distinte, le cui caratteristiche si differenziano nettamente da quelle delle regioni confinanti.

Per quanto riguarda la flora possiamo dire che la vegetazione spontanea nel territorio pugliese, si presenta oggi sotto varie forme boschive, di macchia e di pascoli rocciosi. La vegetazione legnosa nelle zone più basse è rappresentata da pinete, sul litorale garganico e sul golfo di Taranto e da boschi di lecci, sulle coste del Salento. Nelle zone più elevate invece è forte la presenza di querce, faggi, aceri e di alberi di roverella e carpinella.

La macchia mediterranea, spontanea nella zona inferiore, è costituita in prevalenza da arbusti adatti a sopportare le siccità estiva: lentischio, ginestra, quercia spinosa, mirto, ginepro fenicio, ecc. Il pascolo roccioso si presenta adorno in primavera di asfodeli, ed in estate di timo e salvia.

Per quanto riguarda la fauna, il territorio pugliese può essere suddiviso in tre zone: il Gargano, le Murge ed il Salento. Tra i vertebrati, alcune specie di mammiferi come il lupo e il capriolo. Esistenti nel Gargano fino a qualche decennio fa, sono totalmente scomparsi. Anche il cinghiale è ormai ridotto a pochi capi. Esistono ancora: il tasso, la volpe, l'istrice, la talpa, la donnola e lo scoiattolo.
Nelle Murge e nel Salento, la fauna dei mammiferi si riduce soprattutto ai roditori. Per quanto riguarda gli uccelli, le pianure sono popolate di allodole e di calandre. Nel Tavoliere nidifica la gallina prataiola.

Nelle Murge abbondano i tordi, mentre lungo le coste si vedono a volte i marangoni, uccelli pescatori. Tra i rettili ricordiamo: la testuggine terrestre, la lucertola ed il geco, la tarantola e la vipera. Tra gli anfibi il tritone italiano e l'ululone. La fauna ittica di acqua dolce è scarsa in quanto è scarsa l'idrografia in superficie. Lungo le coste si pescano fra gli altri, la cernia ed il grongo.

Ricca è la fauna degli invertebrati, fra cui 200 specie di ragni e gli insetti. Assai interessante in Puglia è la fauna cavernicola, composta per lo più da animaletti di piccole dimensioni.

La particolare posizione geografica della Puglia, coperta ad Ovest dai venti dell'Occidente, ed esposta a sud da correnti di aria calda e secca, è una delle principali cause della scarsità di piogge.
Tale posizione caratterizza anche il suo clima asciutto e le lunghe estati calde. Durante l'autunno e l'inverno si ha un'alternanza di giornate talora miti e talora rigide. La neve cade spesso sulle Murge e solo eccezionalmente sul resto della Regione. La primavera è caratterizzata da un vento caldo che spira dall'Africa, detto "Favonio".

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